Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > Chiara e Stefano
tradimenti

Chiara e Stefano


di Pescasub
12.03.2026    |    2.717    |    0 9.6
"Prese la bottiglia di vino ancora semi-piena e ne versò un filo sul culo di lei, il liquido freddo che scivolava lungo la fessura..."
La luce del tramonto filtrava dalle grandi finestre del loft di Stefano, dipingendo le pareti in mattoni a vista di tonalità arancioni e brune. L'aria era tiepida, carica di quel profumo persistente di legno di sandalo che caratterizzava l'appartamento. Chiara sedeva sul grande divano di pelle scura, le gambe accavallate, il vestito estivo che scivolava leggermente sulle cosce. La sua coda di cavallo disordinata lasciava libera la nuca, esposta alla brezza che entrava dal balcone. Avevano fatto questa routine diverse volte negli ultimi mesi dopo il loro primo incontro: un caffè veloce, qualche battuta cinica, e poi il ritorno alle rispettive vite senza mai più fare sesso. Chiara tornava a casa ad aspettare il rientro del marito. Ma quella sera c'era qualcosa di diverso nell'aria, una tensione sottile che vibrava sotto la superficie del silenzio comodo che si erano costruiti.

Stefano si alzò dal tavolo da lavoro in legno massiccio, abbandonando il portatile che lo aveva assorbito per tutto il pomeriggio. Indossava la solita maglietta grigia che aderiva perfettamente e i pantaloni larghi attorno alle sue gambe lunghe mentre si spostava verso la cucina. Non chiese se voleva caffè. Invece, prese la bottiglia di rosso che aveva lasciato respirare sul bancone. «Niente caffè stasera,» disse Stefano, la voce bassa e rotolante che riempì lo spazio vuoto della stanza. Versò il liquido rubino in due calici, il suono del vino che colpiva il vetro era l'unico rumore oltre al respiro di Chiara. Si avvicinò a lei, porgendole il bicchiere. Le sue dita sfiorarono le sue, un contatto breve che inviò una scossa elettrica lungo il braccio di lei. Chiara accettò il calice, osservandolo sopra il bordo smerigliato. «Cambiando le regole del gioco?» chiese, alzando un sopracciglio in un gesto difensivo, ma i suoi occhi rimasero fissi sulle sue labbra. «Le regole sono fatte per essere rotte quando diventano noiose,» rispose Stefano, sedendosi accanto a lei, molto più vicino del solito. Il calore del suo corpo era palpabile, un'onda di calore che rompeva la distanza di sicurezza che Chiara aveva sempre mantenuto.

Bevettero in silenzio per qualche minuto, ma il silenzio non era più vuoto; era denso, pesante di pensieri non detti e di sguardi che indugiavano troppo a lungo. Chiara sentì il vino scorrerle in gola, caldo e inebriante, sciogliere quella corazza di ironia che portava come un'armatura. Guardò Stefano, il modo in cui i suoi capelli biondi cadevano leggermente sulla fronte, la sicurezza con cui teneva il calice, e sentì un desiderio improvviso e violento spezzare le sue difese. Stefano posò il calice sul tavolo di vetro con un "clink" deciso. Si voltò verso di lei, i suoi occhi che la fissavano con un'intensità che le tolse il respiro. Non chiese il permesso. Non cercò segnali di approvazione. Si chinò e afferrò la nuca di Chiara, le sue dita che si intrecciavano nei suoi capelli, e la tirò verso di sé.
Il loro bacio non fu dolce o esplorativo. Fu immediatamente violento, una collisione labbra e lingua. Stefano le passò la lingua sulle labbra, costringendole ad aprire la bocca, e invase il suo spazio con una fame che fece tremare le ginocchia di Chiara. Lei rispose con la stessa urgenza, le sue mani che si aggrappavano alla maglietta grigia di lui, tirandolo contro di sé. Il sapore del vino si mescolava al sapore della saliva, una miscela intossicante che li spingeva ad andare oltre.

Stefano la prese e la sollevò senza sforzo, facendole avvolgere le gambe attorno alla sua vita. Lei emise un piccolo gemito soffocato nella sua bocca mentre lui la trasportava verso la zona notte, oltre il grande divisorio in libreria. Si lasciarono cadere sul letto grande e spoglio, coperto solo da lenzuola di colore scuro. Chiara rimase sdraiata, il respiro affannoso, il vestito che le saliva sulle cosce, rivelando la pelle bianca e tremolante sotto lo sguardo predatorio di Stefano. Lui si chinò su di lei, iniziando a baciare non solo le sue labbra, ma il collo, il bordo della mascella, scendendo verso la clavicola mentre le sue mani esploravano il corpo di lei con decisione. Le sue dita scivolarono sotto il tessuto del vestito. Chiara alzò le braccia per aiutarlo, sentendo l'aria fresca sulla pelle nuda prima che il corpo caldo di Stefano ricadesse su di lei. «Stefano,» sussurrò lei, la voce rotta dal desiderio. Lui non rispose, ma le sue labbra chiusero un capezzolo, succhiandolo forte, facendola arcuare contro il materasso. I denti graffiarono la pelle sensibile, inviando scariche di piacere doloroso direttamente nell'inguine. Chiara si sentì bagnare, un calore umido che si spandeva tra le cosce, richiedendo attenzione.

Stefano scese più in basso, le sue mani le aprivano le cosce con forza, spingendole a divaricare le gambe in modo quasi brusco. Non ci furono preliminari delicati. Lui portò la bocca direttamente sulla sua figa, le sue labbra che chiusero il clitoride e lo succhiarono con un ritmo rapido e insistente. Chiara gridò, le mani che affondavano nei capelli di lui, tirandolo contro di sé mentre la lingua di lui frugava nelle sue pieghe umide, leccando, mordendo, penetrando l'ingresso. «Sì, così,» gemeva lei, i fianchi che si alzavano per incontrare la sua bocca. Stefano si sollevò, il viso lucido dei suoi succhi. Si liberò della maglietta e dei pantaloni, rivelando il membro duro e pulsante che si ergeva contro il suo addome. Era spesso, venato, con la cappella già lucida di pre-eiaculazione. Chiara lo guardò con avidità, sentendo la bocca seccarsi e inumidirsi contemporaneamente.

Stefano non aspettò. Si posizionò tra le sue gambe e, con una mano, guidò la sua erezione dentro di lei. Guardò dritto nei suoi occhi mentre spingeva in avanti, penetrandola con un colpo secco che la riempì all'improvviso. Chiara sbuffò sentendosi spaccare in due nel modo più delizioso possibile.
«Dio, sei sempre stretta» sibilò Stefano, iniziando a muoversi. I suoi colpi erano profondi, ritmici, colpendo il fondo ad ogni spinta. Il letto scricchiolava sotto di loro, un suono ritmico che si univa ai loro gemiti e allo schiocco della pelle contro la pelle. Stefano afferrò le gambe di Chiara e le posizionò sulle sue spalle, piegandola in due. Questo angolo gli permise di entrare ancora più a fondo, di colpire quel punto dentro di lei che le faceva vedere le stelle. Lei gemeva senza sosta, un flusso ininterrotto di parole e suppliche. «Scopami più forte, Stefano! Non fermarti!» urlò lei, la voce rauca. Le sue tette oscillavano, i capezzoli duri e sensibili all'aria.

Stefano si fermò per un attimo, ma solo per girarla. La fece mettere a quattro zampe, il suo culo in alto, offerto a lui. Le diede uno schiaffo forte sul culo, lasciando un'impronta rossa sulla pelle pallida. Chiara sussultò dal piacere, spingendo indietro il suo fondoschiena contro di lui.
Stefano le afferrò i fianchi e la penetrò di nuovo da dietro, con una violenza che fece tremare tutto il corpo di lei. Le sue palle sbattevano contro il suo clitoride, aggiungendo un ulteriore strato di stimolazione. Lei sentì l'orgasmo avvicinarsi come una marea inarrestabile, partendo dalle dita dei piedi e risalendo lungo la colonna vertebrale. «Voglio sentirti venire,» ordinò Stefano, piegandosi in avanti per morderle l'orecchio. «Voglio sentire la tua figa strizzarmi il cazzo mentre godi.»
Le parole di lui furono il detonatore. Chiara gridò il suo nome mentre l'orgasmo la travolse, la sua figa che si contraeva violentemente attorno al cazzo di lui, ondate di piacere che la fecero tremare e crollare sulle braccia. Ma Stefano non finì. Continuò a scoparla attraverso il suo orgasmo, prolungando l'estasi finché lei non fu un molle tremante sotto di lui.

Quando finalmente si tirò fuori, il cazzo era ancora duro e lucido. Chiara si voltò, afferrandolo alla base e portandoselo alla bocca. Lo prese in gola profonda, sentendo la cappella premere contro la parte posteriore della gola, soffocando leggermente, ma amando ogni secondo. Le sue guance si gonfiarono mentre lo succhiava, assaggiando i suoi stessi succhi su di lui. Stefano le passò un dito lungo la schiena, scendendo verso il culo. Mentre lei lo spompinala con fervore, lui le massaggiò l'ano, premendo leggermente contro l'apertura chiusa. Chiara gemette attorno al suo cazzo, vibrando di eccitazione all'idea. «Vuoi questo qui?» chiese lui, la voce roca, premendo il polpastrello contro il buco stretto. Chiara si staccò dalla sua bocca, respirando pesantemente, e lo guardò con occhi pieni di lussuria. «Sì,» sussurrò, portando le labbra al suo orecchio. «Voglio sentire il tuo cazzo duro nel mio culo. Voglio che tu me lo rompa.»

Stefano sorrise, un'espressione feroce e soddisfatta. Prese la bottiglia di vino ancora semi-piena e ne versò un filo sul culo di lei, il liquido freddo che scivolava lungo la fessura. Usò il vino come lubrificante, infilando prima un dito, poi due, allargando l'anello muscolare per prepararla. Chiara spingeva indietro, accogliendo le sue dita, ansiosa di essere riempita completamente. Quando la sentì pronta, Stefano posizionò il suo cazzo contro l'ano dilatato. Lentamente, con una forza controllata, spinse in avanti. La testa del suo cazzo superò la resistenza iniziale, scivolando dentro il canale caldo e stretto. Entrambi esalarono un respiro sibilante. Stefano afferrò i capelli di Chiara, tirando indietro la sua testa mentre iniziava a scoparla nel culo, i suoi colpi che diventavano rapidamente profondi e implacabili.

«Ti piace questo?» chiese lui, schiacciandole contro il materasso. «Ti piace quando ti inculo?»
«Sì, cazzo, sì!» urlò Chiara, la mano tra le gambe che si frizionava il clitoride freneticamente mentre il suo culo veniva devastato. «Sono una troia. Scopami!» La stanza era piena dei suoni del loro sesso, odori di sudore, vino e sesso. Si muovevano insieme in una danza primordiale, persi nel piacere grezzo e intenso. Chiara sentì un altro orgasmo costruirsi, diverso dal primo, più profondo e viscerale.

Stefano aumentò il ritmo, i suoi colpi che diventavano brevi e veloci. «Sto per venire,» avvertì.
«Dentro,» implorò Chiara. «Sborra dentro il mio culo. Riempimelo tutto.» Con un ringhio profondo, Stefano spinse un'ultima volta, il cazzo che pulsò dentro di lei mentre si svuotava, inondandola di sperma caldo. La sensazione lo spinse oltre il limite, e Chiara crollò, tremando nel suo secondo orgasmo, mentre sentiva il calore del suo seme dentro di lei. Crollarono sul letto, avvinghiati l'uno all'altra, i corpi coperti di sudore e respiro affannoso. Per un lungo momento, l'unica cosa che si sentì era il rumore dei loro respiri che lentamente tornavano alla normalità. Chiara appoggiò la testa sul petto di Stefano, ascoltando il battito del suo cuore che piano piano rallentava. La sua ironia era sparita, sostituita da una sazietà profonda e silenziosa. Stefano le passò una mano tra i capelli disordinati, baciandola sulla fronte. Non c'era bisogno di parole. La notte era solo all'inizio.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Chiara e Stefano:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni